Scec, sconti e risparmio
Cosa sono gli "Scec"? Non sono monete vere e proprie, ma dei buoni del valore di un euro ciascuno. Siamo abituati ai buoni-pasto dal valore fisso, ma in questo caso vi sono delle limitazioni da tenere ben presente per quanto concerne il loro utilizzo.
Anzitutto gli scec non possono essere utilizzati per pagare interamente un bene o un servizio: solo una parte del prezzo, a discrezione del commerciante, può essere pagata in scec. A dire il vero, pur esistendo questa norma nel sito www.scecservice.org , a cui vi rimandiamo per l'iscrizione e per tutte le altre informazioni (ad esempio dove spendere gli scec e quali aziende aderiscono all'iniziativa), vi sono alcuni annunci di commercianti e professionisti che accettano anche il pagamento in scec al 100%.
Attenzione, però: dal punto di vista fiscale, l'importo pagato in scec equivale ad uno sconto concesso dal venditore al compratore e dunque non entra a far parte dell'imponibile lordo. Un 100% di scec equivale ad un regalo o ad una prestazione gratuita: non siamo degli esperti, ma probabilmente una simile procedura non è chiarissima dal punto di vista fiscale (nel caso abbiate perplessità anche voi, chiedete informazioni e magari fateci sapere con i commenti).
E' invece del tutto legale utilizzare gli scec secondo il regolamento redatto dall'Associazione Masaniello, che invita gli esercenti a concedere un 20% di sconto, accettando questa nuova forma di pagamento. Su un pagamento di 10 €, ad esempio, il cliente ne paga 8 e aggiunge 2 scec.
Va da sé che al di sotto di 5 € si dovrebbero effettuare degli sconti più elevati in percentuale e, pur non essendo vietato, è sconsigliabile l'uso di questa moneta speciale, che è speciale proprio perché non è sottoposta a debito e non risente delle bizzarrie della finanza e dei mercati valutari. Per questo non può essere riconvertita in altra valuta né essere inserita in fattura (dove però, come spiegano bene i promotori, la percentuale di scec compare come percentuale di sconto effettuato).
Molto interessante è la filosofia dello scec: in una società basata sui debiti e sulla crescita sfrenata, la rinuncia ad una parte del proprio profitto da parte dei commercianti può rappresentare un aiuto sociale per tutti e diventare, paradossalmente, essa stessa una forma di profitto.
L'idea è piaciuta non solo a Napoli, dove gli scec vanno ormai per la maggiore, ma anche nel resto della Campania e in varie parti d'Italia: vi sono oltre 15.000 iscritti al programma e 3000 esercizi commerciali che li accettano. Per avere gli scec non occorre fare altro che iscriversi sul sito www.scecservice.org ed immediatamente ci verranno accreditati 100 scec sul nostro conto virtuale.
A quel punto potremo decidere di fare acquisti online oppure, recandosi in uno "scec point", trasformarli in buoni cartacei da spendere come se fossero banconote, nei tagli da 0,50 , 1, 2 ,5, 10, 20 e 50 scec. Per i negozianti e i liberi professionisti che volessero aderire all'iniziativa il procedimento è il medesimo: iscriversi nell'apposita categoria sul sito e rispettare il regolamento.
Non sappiamo se l'iniziativa degli scec possa avere lunga vita: di certo è quello che le auguriamo, in quanto crediamo che possa rappresentare uno strumento per risparmiare e per avere sconti sulla spesa quotidiana. Raccontateci la vostra esperienza e le vostre impressioni.
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